L’egocentrismo infantile.

È tutto mio!

Tra i piccoli della mia sezione primavera le parole che si sentono di più sono “io” e “mio”.

Spesso si contengono giochi, pupazzi ma anche sedie o addirittura il “possesso” della maestra.

Spesso li definiamo dei piccoli egoisti ma in realtà è una fase importante della loro crescita, il cosiddetto egocentrismo infantile.

Che cos’è l’egocentrismo infantile?

Verso i 18-24 mesi i bambini vedono il mondo solo ed esclusivamente dal loro punto di vista, esistono solo loro e non è per niente prevista una visuale di qualcun altro.

Ciò che fa parte di questo periodo di sviluppo è la costruzione della realtà attraverso i suoi sensi quindi attraverso se stesso.

Perciò, il mondo e se stesso sono praticamente la stessa cosa.

Da qui si scatenano episodi di non condivisione o di “prepotenza” nel voler prendere il gioco di un altro bambino provocando pianti e urla di disperazione!

Quindi, il bambino capisce di essere qualcosa di diverso da mamma e papà ma, allo stesso tempo, vuole predominare su tutto.

Infatti, vi sarà capitato sicuramente di vedere vostro figlio meno ubbidiente e soprattutto dire di no a qualsiasi cosa.

Bene, vi sembrerà strano ma fa la cosa giusta perché esprime la sua volontà (anche se per noi diventa difficile averci a che fare!).

Frequentare il nido può essere d’aiuto?

Decisamente sì!

In questa fase diventa molto importante frequentare il nido perché, anche se sarà fonte di episodi conflittuali e di litigio, diventa anche il modo migliore per superare l’egocentrismo.

Dovendo convivere molti momenti della giornata con bambini della propria età, ognuno di loro capirà che esiste anche qualcun altro oltre a se stesso perciò si faranno piccoli passetti per la condivisione, si troveranno soluzioni ai conflitti, si imparerà a gestire la frustrazione, a “fare a turno” e a giocare insieme.

Importante: se i litigi non sono pericolosi è bene non intromettersi ma lasciare che i due “contendenti” se la cavino da soli.

Ciò che può aiutare il superamento dell’egocentrismo infantile è l’ambiente, soprattutto quello montessoriano dove per ogni materiale è previsto un solo esemplare in classe.

Anche se in un primo momento potrebbe favorire il possesso esclusivo di quel materiale, successivamente il bambino capirà che per poterci lavorare l’unica alternativa è aspettare che il proprio compagno finisca.

In questo modo, si favorisce l’acquisizione di norme sociali come il rispetto per l’altro, aspettare il proprio turno, la pazienza e l’autocontrollo.

E noi adulti come possiamo aiutarli?

Innanzitutto con l’esempio concreto.

Se siamo persone altruiste, che chiedono sempre per favore e usano gentilezza allora per il nostro bambino sarà facile imitarci e prenderci come esempio nei suoi rapporti con i pari.

Attività di gruppo.

In un’attività di gruppo si ha una finalità comune in cui si favorisce la cooperazione.

A fine lavoro si capirà che il risultato ottenuto è dato dall’aiuto reciproco.

Alcuni esempi di questo tipo di attività sono colorare insieme un grande cartellone, comporre un puzzle oppure un percorso motorio con diversi attrezzi



Avere cura di un animale e/o di piante.

Avere cura di qualcosa che è indifeso come può essere un animale oppure una piccola pianta sviluppa nel bambino un senso di altruismo che poi si protrarrà anche nel suo ambiente sociale.

A questo scopo possono esserci utili dei piccoli attrezzi da giardinaggio.


Quanto dura questa fase?

In genere, l’egocentrismo infantile dura fino ai 4 anni quando i bambini hanno una buona padronanza del linguaggio e riescono a comunicare meglio con i loro pari e quindi a socializzare.

Tutti nasciamo egocentrici, sono le buone abitudini e l’educazione che ci fanno diventare migliori.

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