Educazione emotiva

Come capire le emozioni dei bambini piccoli

I vostri bambini si arrabbiano all’improvviso oppure diventano tristi senza un’apparente ragione?

A volte li vediamo mettere il broncio oppure iniziare un pianto quando intorno a noi sembra tutto come sempre.

Invece una motivazione c’è sempre, il problema è capire qual è.

Infatti gestire le emozioni non è mai facile, non lo è per noi adulti e ancora meno per i più piccoli, soprattutto per i più piccini che ancora non hanno un linguaggio ben sviluppato.

Diventa complicato per loro comunicare la propria emozione ma anche per noi poterla comprendere.

Cos’è l’educazione emotiva?

Si chiama educazione emotiva la capacità di capire le emozioni dei propri bambini; i nostri cuccioli sono ancora troppo piccoli per gestire le proprie emozioni, per trasformarle in sentimenti cioè delle emozioni che diventano consapevoli.

Ma vi svelo un segreto: per capire le emozioni dei vostri bambini dovete prima di tutto capire le vostre.

Eh sì, perché riconoscere questi stati d’animo in noi stessi ci permetterà di riconoscerli nei nostri bambini.

Oltretutto, ogni bambino reagisce ad un’emozione in modo diverso da qualunque altro bambino e questo ci fa capire quanto siano unici e speciali (ma anche tanto complicati!)

E allora cosa facciamo?

Ecco alcuni suggerimenti per affrontare le emozioni più comuni:

Rabbia.

Come ci si comporta quando il bambino è in preda a crisi isteriche, urla e capricci?

Innanzitutto cerchiamo di mantenere la calma e di non urlare (sembra facile!), poi ci può essere d’aiuto stabilire un angolo della casa dove il bambino può rifugiarsi e scaricare la rabbia fino a che non si sia placata.

In questo modo il bambino ha di nuovo il controllo di sé e può tornare il sereno in casa.

Spesso con i bambini della mia sezione primavera uso i cosiddetti barattoli della calma, il cui contenuto fatto di gel, colla e brillantini li incanta e li fa allontanare da quello che ha causato questa emozione.

Li concentra su altro e riescono a ritornare alla tranquillità.

Ecco un esempio:

Tristezza.

È un’emozione che non ci piace per niente, soprattutto stampata sul viso di un bambino.

Ma, invece di cercare di rendere allegro il bambino in qualsiasi modo proviamo a parlarne e a metabolizzare ciò che lo rende triste abituandolo a riconoscere questa emozione e a superarla.

Proviamo a fargli un “massaggino” sul suo cuore così che passi il dolore e a trovare una soluzione alla sua tristezza.

Paura del buio.

È una delle paure più frequenti nel bambino perché nel loro pensiero quello che non si vede non c’è.

Può essere utile usare un gomitolo di lana le cui estremità sono legate al letto del bambino e a quello della mamma così, quando sta per arrivare la paura, il bambino tira il filo e sente che dall’altra parte c’è sempre qualcuno.

Felicità.

È bellissimo vedere la gioia sul volto di un bambino ma è allo stesso tempo tanto importante condividerla.

Un modo per condividere la felicità è quello di creare un album fotografico per rivedere tutti i momenti felici passati insieme.

Oltre a questi suggerimenti, possiamo leggere dei libri sull’argomento che aiutano noi e il bambino ad elaborare e a comprendere le loro emozioni.

Prendiamo sul serio le emozioni dei bambini: ci vuole empatia, capacità di ascolto e la volontà di vedere le cose dal loro punto di vista.

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