Gioco Simbolico

Il gioco del “far finta”

Ai bambini piccoli piace tantissimo giocare a “fare finta di”.

Fanno quello che viene chiamato “gioco simbolico” cioè fingono di essere qualcun altro oppure imitano azioni viste dagli adulti.

Fanno finta di dormire, bevono il caffè da una tazza vuota o mangiano un dolce che non si trova realmente nel piatto.

Inventano vere e proprie situazioni in cui magari assumono il ruolo della mamma cullando un bambolotto per farlo addormentare.

Nella mia sezione primavera una bambina di quasi tre anni mi imita in continuazione, fa e dice tutto quello che faccio io con i bimbi durante i diversi momenti della giornata, addirittura cullando i bambini oppure dicendo loro che certe azioni non si fanno!

Una meraviglia!

Tutto questo permette ai bambini di esprimere le loro emozioni ed è un ottimo segno perché lo fanno quando si sentono sicuri in quel luogo e hanno piena fiducia dell’adulto che li guarda o che gioca con loro.

Ecco, un altro punto importante: assecondiamo sempre questa loro propensione.

In pratica, se ci offrono del caffè inesistente beviamolo come se fosse il caffè più buono del mondo!

Prima dei due anni il bambino continua ancora ad utilizzare gli oggetti per la loro reale funzione (vedi il caffè offerto alla bambola anche se in realtà la tazzina è vuota) ma è verso i due anni che gli oggetti possono assumere una funzione completamente diversa.

Infatti, a partire da questa età, il gioco simbolico stimola tantissimo la fantasia perché i bambini sono capaci di utilizzare qualsiasi oggetto per trasformarlo in qualsiasi altra cosa.

Per esempio, una scatola di cartone diventa una casa ma anche una barca oppure una piccola stanza dove far vivere le loro bambole e inventarsi delle storie a puntate stile fiction!

Ho visto bambini utilizzare una scopa come se fosse un cavallo oppure prendere una sediolina per far finta di essere in macchina e guidare.

Dopo i tre anni il gioco simbolico diventa sempre più complesso e si inizia ad imitare le persone che fanno parte del loro vissuto o delle loro esperienze: fanno finta di essere mamma, papà, la maestra, il parrucchiere, il dottore, il fruttivendolo e così via…

Come possiamo aiutarli?

Giochiamo a “Questa settimana sono…”:

È bello mettere a loro disposizione tutti gli strumenti necessari per far vivere loro queste esperienze di gioco simbolico.

Per esempio, una volta a settimana possiamo “allestire” una zona della casa in un ambiente diverso.

Allestiamo un supermercato con i vari prodotti e prezzi così da imitare la mamma che va a fare la spesa oppure la commessa; tanta frutta per imitare il fruttivendolo; un termometro e dei cerotti per fare finta di essere il dottore.





Cassetta dei travestimenti.

Una grande scatola nella sua cameretta dove metterci vecchi vestiti, sciarpe, guanti, cappelli e tanta stoffa che non si usano più così da farli divertire ad interpretare ogni giorno un personaggio diverso.

Non esistono giochi di genere.

Le femminucce non devono giocare solo con le bambole o con le pentole e i maschietti non devono giocare solo con le macchinine o gli attrezzi del meccanico.

I giochi simbolici non hanno sesso e possono essere interpretati sia dalle bambine che dai bambini.

Per intenderci, se un maschietto vuole stendere i panni o una bambina vuole costruire una macchina vi garantisco che è tutto normale.

Giocare a “essere un altro” aiuta il bambino a raccontare sé stesso e il mondo dei grandi che lo circonda.

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