Il fascino delle lingue straniere.

Come coinvolgere i bambini ?

Il fascino delle lingue straniere ha colpito anche voi e volete coinvolgere i vostri piccoli bambini?

Benissimo!

In una società mobile e multietnica, come quella in cui viviamo, il vostro desiderio deve assolutamente trovare spazio di realizzazione essendo il bilinguismo o il multilinguismo la chiave di accesso ad una convivenza pacifica e costruttiva tra i popoli.

E allora, cerchiamo di capire come fare.

In primis dobbiamo assolutamente trovare il modo di scoprire una ragione valida per accendere l’interesse del bambino.

Senza una giusta, concreta ed interessante motivazione, prima o poi, perderà il suo interesse per le lingue e di conseguenza il buon lavoro fatto dalla nascita fino ai cinque o sei anni potrebbe venire vanificato.

La buona notizia è che il neonato ha una spiccata tendenza al plurilinguismo ma questa tendenza, come i migliori talenti, va coltivata con assiduità e costanza.

I neonati ascoltano i suoni presenti nel suo ambiente sin dal periodo pre-natale, dopo la nascita iniziano poi gradualmente a discernere i suoni distintivi del linguaggio e a mettersi alla prova con i loro piccoli ma essenziali esercizi di lallazione.

Intorno all’anno di vita inizia a pronunciare le prime parole intenzionali, poi giungerà ai suoni imitati, alle frasi senza grammatica e così via fino all’acquisizione completadella sua lingua madre.

Questo accade per la sua prima lingua eppure, senza alcuno sforzo, il bambino riesce ad assorbire qualsiasi altra lingua presente in contemporanea nel suo ambiente.

Se nella coppia uno dei genitori è straniero, il consiglio è quello di rivolgersi al bambino soltanto nella propria lingua straniera.

Esattamente come già normalmente accade per una sola lingua, il bambino ascolterà con estrema attenzione e, quando si sentirà pronto, inizierà ad esprimersi in quella lingua.

Non temete di confonderlo, certamente avrà bisogno del suo tempo per comprendere che si trova immerso in due lingue diverse.

Ma se sarete costanti e uno dei genitori gli parlerà sempre nella seconda lingua, sarà facilitato oltre che interessato ad assorbire quei suoni perché a pronunciarli è una persona a lui cara.

Stessa cosa vale se in famiglia c’è un familiare che frequenta assiduamente la vostra casa: chiedetegli di esprimersi nella seconda lingua ogni volta che deve parlare al bambino, col tempo questo esercizio donerà i suoi frutti.  

Se, invece, uno dei due genitori parla una lingua straniera, sarebbe utile scegliere alcuni momenti, come per esempio il bagnetto, e durante quel periodo giocare, esprimersi, cantare, porre domande soltanto nella seconda lingua scelta.

Il momento del bagnetto diventerà divertente e lui non vedrà l’ora di vivere quell’attività con la nuova sonorità della lingua scelta.

Vedrete che dopo qualche mese saprà indicare il sapone, la spugnetta o qualsiasi altra cosa faccia parte dell’ambiente bagnetto.

Per esempio, potete utilizzare dei piccoli giocattoli galleggianti come questi:



così da ampliare il vocabolario del bambino della seconda lingua anche con degli animaletti molto simpatici.

In ultimo, se non si parlano affatto le lingue straniere in casa, allora si potrebbero creare dei momenti musicali.

Scegliere un tempo della giornata, quale potrebbe essere il momento coccole serale, per esempio, e giocare insieme a lui ascoltando una canzoncina.

Non bisogna cambiarla spesso, meglio ascoltare la stessa canzoncina o un paio diverse, ripetutamente per alcuni giorni in quanto il bambino ha bisogno di un tempo più lungo per assimilare attivamente suoni nuovi.

Nel frattempo magari anche voi ne avrete memorizzato un paio di frasi e potrete canticchiarle aggiungendo divertimento all’attività.

Ricordate che questi suggerimenti sono molto efficaci soltanto ad una condizione: che siate costanti, pazienti e coinvolgenti!

Articolo scritto da Natasha Di Somma

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