Questione di punti di vista

Che si parli di adulti o bambini l’ordine è comunque un punto di vista: quello che è disordine per me magari per qualcun altro ha una sua logica che può essere definita come ordine.

Fino a quando si parla di adulti ognuno a casa sua può fare quello che vuole ma quando si tratta di bambini allora la questione prende risvolti diversi ed è rigoroso definire delle regole in merito all’ordine della casa per non vivere completamente nel caos.

Innanzitutto l’ordine fa parte dei bambini.

Può sembrare strano ma i bambini vogliono l’ordine, si sentono meglio se sanno dove ogni cosa va riposta ma dobbiamo essere noi adulti a creare il giusto ambiente affinché i bambini sappiano qual è il posto di ogni cosa.

Anche Maria Montessori sosteneva che i bambini avessero un forte senso dell’ordine tanto è vero che lo definisce uno dei tre periodi sensitivi della fascia d’età 0-3 insieme al movimento e al linguaggio.

I bambini sentono il bisogno di vivere in un mondo ordinato esternamente per creare ordine nella propria mente e orientarsi nel mondo e tramite l’ordine nell’ambiente esterno il bambino riesce ad individuare e distinguere i rapporti tra le cose: i bambini iniziano, quindi, a capire l’ambiente in cui vivono tramite le relazioni che individuano tra le cose.

D’altro canto, come è noto, secondo il metodo Montessori, ogni bambino dovrebbe crescere in un ambiente che lo stimoli ad essere indipendente ed autonomo.

A questo scopo, l’ordine nell’ambiente non può che aiutare materialmente il bambino a rendersi sempre più autonomo e indipendente poiché egli sarà facilitato nel riuscire ad individuare gli oggetti di cui necessita senza l’aiuto dell’adulto ma semplicemente ricorrendo ad uno sforzo di memoria, e se l’ordine sarà stato rispettato, egli ritroverà l’oggetto in questione proprio lì dove ripetutamente sarà stato messo.

Ovviamente non si può pretendere che il bambino si dedichi all’ordine con gli stessi risultati che otterrebbe un adulto, soprattutto per quanto riguarda bambini piccolissimi, ma è fondamentale che egli possa osservare la sistemazione prevista per gli oggetti a lui destinati così da poter imitare l’adulto e poter ricercare l’ordine nell’ambiente in autonomia.

Detto ciò, vediamo cosa possiamo fare noi adulti per aiutarli ad attuare questo ordine in casa:

  • Non perdiamo la pazienza.

Questo vale per ogni cosa debbano fare i nostri bambini piccoli.

Ricordiamoci che noi abbiamo tempi differenti da loro, sicuramente molto più veloci rispetto alla lentezza e alla calma che invece caratterizza i loro movimenti.

  • Rimettiamo ogni giocattolo sempre allo stesso posto.

In questo modo il bambino potrà facilmente ritrovarlo e rimetterlo al suo posto favorendo, così, la sua autonomia e indipendenza.

  • Ripiani bassi e accessibili.

È logico che se vogliamo favorire la loro autonomia è necessario che tutti i giocattoli siano riposti in ripiani che facilmente possono essere raggiunti dai nostri bambini piccoli.

  • Poche cose e non tutte insieme.

Per non creare caos è importante che le cose da riporre siano poche così da non creare troppa confusione. Insomma, evitiamo troppi giocattoli in giro!

  • Vita pratica.

Mostriamo come si aprono e chiudono cassetti, come si aprono e chiudono le porte, come si tengono in mano oggetti delicati come tazze, bicchieri così da facilitare la presa, l’attenzione e, ancora, l’autonomia.

Ordine esteriore vuol dire anche ordine interiore perché il bambino impara con i sensi cosa sono le cose, esplora l’ambiente e ne capisce l’uso: si forma quindi un ordine nella sua mente.

Infatti, quando il bambino vede un oggetto usato in modo diverso oppure messo in un altro posto trova un disagio, ha confusione e lo esprime piangendo; ma vuol dire anche ordine temporale perché aiuta il bambino a creare una routine e una regolarità: ci deve essere un ordine nella sequenza di cose da fare durante la giornata perché questo lo rassicura.

Una mente tranquilla non è altro che una mente ordinata.

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