Piccoli maratoneti crescono.

Camminare: una grande conquista.

I primi passi di un bambino equivalgono ad una grande impresa, si potrebbe paragonare questo grande evento allo

sbarco dell’uomo sulla luna o alla prima scalata sul monte più alto al mondo.

È una grande emozione vedere quel piccoletto davanti a noi che inizia da solo a mettere un piede davanti all’altro e a

fare i suoi primi passetti: è davvero una grande conquista!

Rispetto a molte specie animali che iniziano a tenersi in piedi praticamente da subito, il piccolo uomo ci mette un bel

po’ di tempo, in genere circa un anno, tempi che ovviamente possono variare a seconda del grado di sviluppo di ogni

singolo bambino.

Questo avviene perché c’è prima un percorso cerebrale da compiere e che ha bisogno dei suoi tempi.

Nella maggior parte dei casi i bambini iniziano a gattonare prima di muovere i primi passetti.

Ma, attenzione, non tutti i bambini gattonano!

Molti saltano questa fase per arrivare subito a camminare.

Si gattona perché il bambino, quando riesce ad assumere la posizione da seduto, cerca di compiere dei movimenti per

raggiungere degli oggetti che lo incuriosiscono e quindi cerca di muoversi in piena autonomia.

E quando poi inizia a camminare siamo assaliti da mille domande… ci chiediamo quali scarpe sono più adatte, se

bisogna stimolarlo, se invece è meglio lasciarlo agire in autonomia.

La cosa certa è che non dobbiamo essere impazienti perché ogni bambino ha i suoi tempi e inizierà a camminare

quando sarà pronto, senza nessun tipo di confronto con altri bambini della sua età!

Abbiamo fiducia in Madre Natura!

Ci sono strumenti in commercio che, pare, aiutino i bambini a camminare, in certi casi li definirei dei veri e propri arnesi

che decantano le loro caratteristiche come la soluzione magica per far diventare i vostri bambini dei piccoli maratoneti

alla più tenera età.

Io personalmente sono contraria al girello e alle cosiddette “bretelle primi passi” (orribili anche solo da vedere!) perché

ostacolano il bambino nella formazione naturale dei suoi muscoli e ossa, privano il bambino di sperimentare la caduta

e, di conseguenza, la consapevolezza delle sue capacità motorie.

Al contrario, usando questi strumenti, il corpo del bambino non percepisce il reale peso e non sa muovere il proprio

corpo in piena autonomia in base all’ambiente in cui si trova. Io direi di aspettare che madre natura faccia il suo corso

come si fa da secoli e secoli.

Cosa serve davvero per aiutarlo a camminare?

Non ha bisogno di scarpe!

Meglio dei calzini antiscivolo così che la pianta del piede possa appoggiare direttamente sul suolo.


Una staffa per aiutarlo ad alzarsi e per passare gradualmente dalla posizione supina a quella eretta posta in orizzontale rispetto al suolo


Un tappeto antiscivolo per evitare di inciampare e per poterci camminare sopra liberamente.


Trasmettiamogli fiducia e serenità e soprattutto rispettiamo i tempi di ogni bambino

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